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Mondoperaio
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mwdamwdqMondoperaio, già mwdgmwdwMondo Operaiocite-ref-1[1], è una mwfarivista a carattere mwfqculturale-mwfgpolitico apparsa il 4 dicembre mwfw1948 su iniziativa di mwgaPietro Nenni.

Contents

Storia
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Note

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Storia

Presenza costante fra le riviste politico-culturali del secondo dopoguerra, nata come "rassegna politica settimanale", mwhaMondo Operaio si propone di intervenire prevalentemente sui problemi di politica estera che Nenni considerava "la politica per eccellenza".

Diventato organo del mwhgPartito Socialista Italiano e quindicinale nel mwhw1953, per adottare nello stesso anno una periodicità mensile, mwiaMondo Operaio si arricchisce di nuovi temi che troveranno una loro prima collocazione nel Congresso di Torino del mwiq1955 dove viene elaborata la politica del dialogo con i mwigcattolici.

Nel primo numero del mwkq1956 mwkgFrancesco De Martino assume la condirezione (rimanendo Pietro Nenni direttore fino al mwkw1958) e, con l'editoriale mwlaProspettive della politica socialista, fissa i nuovi compiti della rivista.

Fino al mwmw1959 il periodico affronta in modo organico i temi dello mwnastalinismo, dei rapporti tra mwnqsocialismo e mwngdemocrazia, del controllo mwnwoperaio con l'aiuto dell'allora nuovo giovane condirettore mwoaRaniero Panzieri. Si arricchiscono anche i temi di interesse culturale e vengono pubblicati a puntate testi di mwoqBalzac, di mwogBrecht, di mwowBlasco Ibáñez per poi approdare, tra il marzo e il dicembre 1958, ad un supplemento mwpascientifico-mwpqletterario redatto da mwpgCarlo Muscetta e mwpwCarlo Castagnoli.

Nelle pagine letterarie escono così articoli di scrittori critici emergenti come mwqqGiorgio Bassani, mwqgFranco Fortini, mwqwGiuseppe Petronio, mwraPier Paolo Pasolini, mwrqAlberto Asor Rosa e altri.

Quando nel 1959 Panzieri abbandona mwrwMondo Operaio e il Partito Socialista, la rivista assume sempre di più la fisionomia di testata partitica, fino alla rifondazione, nel mwsa1973, da parte del nuovo direttore mwsqFederico Coen.

La rivista ospita dibattiti che innovano radicalmente la cultura politica italiana: nel 1975 mwswNorberto Bobbio critica la dottrina marxista dello Stato; nel 1976 mwtaMassimo Luigi Salvadori critica la dottrina gramsciana dell'egemonia; nel 1977 mwtqGiuliano Amato apre la discussione sulla necessità di riforme istituzionali.

A mwtwMondoperaio collaborano assiduamente anche mwuaFrancesco Forte, mwuqGiorgio Ruffolo, mwugGino Giugni, mwuwLuciano Cafagna, mwvaStefano Rodotà, mwvqGiuseppe Bedeschi, mwvgLuciano Pellicani, mwvwRuggero Guarini, mwwaErnesto Galli della Loggia e mwwqGiampiero Mughini; la redazione vede, accanto a Coen, Mario Baccianini, Luciano Vasconi, Francesco Gozzano.

Nel 1985 a Coen subentra mwwwLuciano Pellicani. Con la direzione di Pellicani la rivista continua nel solco del rinnovamento e della modernizzazione della cultura politica della sinistra italiana, sulla scia di quanto, sotto un profilo squisitamente politico, stava facendo il Psi di Bettino Craxi.

Nel 1994 la rivista sospende le sue pubblicazioni, a causa dello scioglimento del PSI.

Dal 1998, diretta dall'ex ministro mwywClaudio Martelli, viene pubblicata dallo mwzaSDI fino al mwzq2000, con una nuova veste editoriale, formato libro e un'identità politicamente schierata, ma laica e liberale, con sguardi all'Europa.

Tra le firme: mwzwEmanuele Macaluso, mwaaPredrag Matvejević, mwaqFrancis Fukuyama, mwagArnaldo Colasanti, Attilio Scarpellini, mwbaGiuliano Cazzola, mwbqAdriano Sofri, mwbgStefano Folli, mwbwPaolo Franchi, mwcaFerdinando Imposimato, Anna Germoni, Federico Bugno, mwcwPiero Melograni, mwdaLuigi Fenizi.

Dopo Martelli, subentra alla direzione nuovamente Pellicani fino al 2008, con la redazione, tra gli altri, di Antonio Landolfi, Marco Leto, Luciano Cafagna, Alberto Benzoni, Antonio Ghirelli, Andrea Millefiorini; nel 2009 è la volta di mwfwLuigi Covatta, con una nuova serie rinnovata nei contenuti e nella grafica, con un comitato di redazione nel quale fanno parte molti di coloro che negli anni Settanta crearono un grande dibattito intorno a mwgaMondoperaio: tra questi si ricordano mwgqGennaro Acquaviva, mwggSalvo Andò, mwgwAlberto Benzoni, mwhaDaniela Brancati, mwhqSimona Colarizi, mwhgBiagio De Giovanni, mwhwAntonio Ghirelli, mwiaWalter Pedullà, mwiqGiuseppe Tamburrano; la segretaria di redazione è Giulia Giuliani e il redattore capo Raffaele Tedesco.

mwiwMondoperaio è stata la rivista ufficiale del mwjaPartito Socialista Italiano, ricostituito nel mwjq2007 dall'unione tra lo mwjgSDI e altri movimenti politici d'ispirazione laica e liberalsocialista, nel 2019 la testata mwjwMondoperaio viene acquisita, con l’omonima società editrice, dalla Fondazione Socialismo presieduta da Gennaro Acquaviva, ed il direttore Luigi Covatta viene affiancato dai condirettori Tommaso Nannicini e Cesare Pinelli.

Nel novembre 2019 Roberto Sajeva, già parte del vertice dei mwkqGiovani Socialisti Europei ed ex segretario della Federazione dei Giovani Socialisti, viene nominato direttore editoriale.cite-ref-2[2]

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Note

cite-note-11. mwaqqmwaqumwaqyStoria, su mwaqcmondoperaio.net. mwaqgURL consultato il 9 maggio 2017.
cite-note-22. mwaqwRedazione Mondoperaio, mwaq0mwaq4La Rivista, su mwaq8mondoperaio. mwaraURL consultato il 30 aprile 2020.

Bibliografia

• mwarqFederico Coen e Paolo Borioni, mwaruLe Cassandre di Mondoperaio, una stagione creativa della cultura socialista, prefazione di mwaryLuciano Cafagna, Venezia, Marsilio, 1999.

Voci correlate
Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su mondoperaio.net.
• Eventi organizzati da Mondoperaio, su RadioRadicale.it, Radio Radicale.